Il percorso formativo al Telefono Amico
Ogni gruppo, ogni percorso, é un evento speciale, un'alchimia unica. Sono le persone in sé, le dinamiche di gruppo che si sviluppano, la creatività del facilitatore nel proporre stimoli che insieme concorrono a crearla.
Ogni ciclo di formazione é una scoperta. Si sta insieme delle giornate intere, ci si conosce profondamente, si crea una fiducia genuina che porta in primo luogo all'apertura del proprio mondo a se stessi e agli altri, e quindi di attenzione e ascolto di quello degli altri. E' una meravigliosa esperienza umana che coinvolge l'intero gruppo, partecipanti e facilitatori.
La modalità con cui viene costruito il percorso é frutto di una lunga e vasta esperienza nel facilitare le persone alla propria conoscenza. Di fatto Telefono Amico accompagna i propri volontari in un percorso unico di crescita personale, che parte prima dalla propria interiorità per aprirsi poi come un fiore all'Altro. Infatti il vero ascolto deve necessariamente partire da un ascolto autentico prima di tutto di sé. Il volontario stesso é lo strumento di aiuto per chi chiama, quindi egli deve conoscere e padroneggiare i propri "attrezzi", cioè se stesso.
Ecco perché viene prediletto un percorso di formazione che opera attraverso le tre "porte" di accesso della conoscenza e del cambiamento:
- Il pensiero, stimolato attraverso strumenti di tipo "razionale", che consentono cioè di dare una struttura che abbia senso compiuto (e fondamento scientifico) e che appaghi quindi il bisogno di dare una cornice logica alle cose, proprio del discente adulto. Lo strumento elettivo in questo caso é l'Analisi Transazionale perché, pur partendo da fondamenti scientifici solidi e provati, utilizza un linguaggio diretto e semplice nella sua comprensione (ho detto semplice, NON semplicistico, rischio questo che si può correre in molti corsi di formazione ove non ci siano sufficienti tempo o esperienza dei facilitatori per consentire ai partecipanti di calare i concetti teorici nel proprio concreto quotidiano, facendola soprattutto sperimentare in prima persona);
- le emozioni, che affiorano durante il percorso attraverso eventi esperienziali proposti ad hoc dai facilitatori con rispetto, cura e capacità di accoglimento, elaborazione e gestione delle stesse;
- il comportamento, sul quale si lavora stimolando lo sviluppo da parte dei partecipanti di propri progetti concreti di cambiamento, anche piccoli purché osservabili dagli altri, e incoraggiandoli a metterli in pratica prima di tutto in aula con l'aiuto del gruppo e col supporto di esercitazioni pratiche.
Tutto ciò che viene appreso si riverbera nella vita quotidiana del partecipante, dalle relazioni lavorative a quelle famigliari, dalle questioni di coppia alla gestione del tempo, dalla capacità di porsi obiettivi e raggiungerli alla comprensione e gestione delle proprie e altrui emozioni, ecc.
In questo modo chi decide di lanciarsi nell'esperienza di diventare volontario per Telefono Amico compie una scelta di cura soprattutto verso se stesso, perché inizia un viaggio di scoperta e sviluppo serio e vastamente sperimentato che proseguirà per l'intera vita e che si arricchirà anche attraverso la palestra di ascolto di chi chiama perché, ebbene sì, anche il volontario riceve dall'interlocutore, e molto!
Maria Teresa Paladino
professional counselor & coach