Principi di Telefono Amico

VOLONTARIATO

E' il segreto sul quale poggiano, anche in questa nostra società, quelle cose che non producono direttamente reddito, che non entrano nelle voci dell'economia, ma che sono importanti, essenziali per continuare a vivere. Quindi Telefono Amico non può e non vuole fare a meno dell'aiuto disinteressato. Alla base ci sarà, certamente, un po' di idealismo e quasi di utopia nel volersi dedicare all'aiuto verso gli altri, al fare del bene in silenzio. Non a caso, già le prime spinte a questa iniziativa facevano riferimento a parole e concetti semplici quanto fondamentali: cuore, calore, aiuto, amore, disponibilità. Parole e concetti che percorrono la storia e la cronaca di Telefono Amico, valide oggi come ieri, interpretati in modo efficace e funzionale. Il cuore e i buoni propositi non bastano, ci vogliono tanta disponibilità e un impegno mai domo, senza un attimo di relax. Ci vuole una competenza scaturita sì dal corso di formazione, ma ancor più contano le esperienze di vita che via via ogni volontario matura sul campo, ossia dall'altra parte del telefono. Occorre una maturità passata al vaglio di una casistica amplissima.

PROFESSIONALITA'

Nasce essenzialmente da una riflessione: "Il volontario, di solito, non è un professionista ma nemmeno un dilettante. Anche nella nostra esperienza ticinese ci siamo accorti che buona volontà e entusiasmo non bastano se non sono affiancati dalla conoscenza specifica della materia: niente tecnicismo esasperato ma neppure spontaneismo e dilettantismo."
Qui la professionalità diventa indispensabile e va intesa come approfondimento del sapere specifico, soprattutto di tipo psicologico. Naturale quindi la necessità di una formazione di base e permanente. Non scontata, non facile da precisarsi e proprio per questo uno degli obiettivi primari dell'associazione.
Ecco i suoi principi:
  • capacità di prevedere le proprie reazioni, emozioni, paure, bisogni e di prenderne coscienza
  • conoscenza delle proprie possibilità e dei propri limiti
  • capacità di percepire i problemi di chi chiama e di aiutare a chiarirli
  • adattamento alla vita di gruppo e disponibilità alla comunicazione interpersonale
  • conoscenza dei servizi sociali ai quali chi telefona può ricorrere.
La formazione diventa così una sorta di vestito per i volontari e offre la possibilità di crescere professionalmente nella verifica quotidiana e nella formazione permanente assicurata da seminari con specialisti e supervisione individuale. Si deduce pertanto che la gratificazione in un servizio volontario di questo tipo scaturisce da una conoscenza sempre maggiore di se stessi più che dall'aiuto all'altro; tanto più che la capacità di ascolto dell'altro non è né semplice né scontata. Ascoltare significa essere disponibili ad accogliere l'altro in noi, dargli spazio al punto da mettere in secondo piano i nostri problemi e la nostra personalità.

NON DIRETTIVITA'

Dunque, ascoltare e ancora ascoltare l'altro senza la pretesa di dargli consigli, di dirgli cosa fare e non fare. Essenziale è riuscire a individuare, comprendere e chiarire il problema, così da aiutare chi telefona a capirlo lui stesso ed essere in grado di trovare una soluzione autonoma. Se del caso, fornendo indicazioni su servizi e associazioni che possono essere utili. Passività? Niente affatto, perché il momento essenziale dell'ascolto diventa una conversazione, una messa a fuoco degli argomenti attraverso la quale chi telefona possa rielaborare la propria situazione, storia o dramma, così da poterlo vedere da un'altra prospettiva, che non sia quella senza sbocchi per la quale s'è mosso a telefonare. E allora al volontario si chiede una giusta padronanza di sè, che gli permetta di non esprimere giudizi pur senza rinunciare alla propria autenticità.

ANONIMATO

E' una caratteristica essenziale di Telefono Amico. Anonimo è e rimane tanto chi telefona quanto chi risponde. La sicurezza dell'anonimato permette a chi telefona di parlare, di raccontare problemi personali, anche delicati, senza essere identificato; al tempo stesso, permette a chi risponde di mantenere la distanza necessaria e di evitare eventuali complicazioni o manipolazioni sul piano personale. Telefono Amico in questo si distingue dalle altre associazioni che pure offrono un aiuto anche mirato per un ampio ventaglio di problemi e bisogni. Così facendo, dà opportunità e spazio a chi ha qualcosa da comunicare, un peso, una difficoltà, un malessere; lo può fare in piena libertà, senza essere condizionato da altri fattori che non siano il proprio bisogno e, al tempo stesso, senza essere giudicato, senza vedersi suscitare sensi di colpa, ma in piena libertà.
vaso di gerani

NUOVA COLLABORAZIONE

Presentazione di Telefono Amico

Un amico c'è!
Luisa Reggiani, responsabile della formazione,
presenterà l'attività di Telefono Amico
a tutte le associazioni che lo desiderano.

Prossime presentazioni:
mercoledì 10 marzo 2010 - ore 20.15
"Angolo d'incontro" via S. Jorio, Giubiasco

giovedì 18 marzo 2010 - ore 13.30
Scuole Medie di Besso, Lugano

Ci aiutate a far conoscere il 143?

GRAZIE DI CUORE A CHI CI SOSTIENE! CCP 69-4362-1

Dal 2003 beneficiamo del marchio

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